dietrolaporta

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Utente: dietrolaporta
basta avere la chiave Dietro la porta è uno spazio infinito. Quello del riparo e della protezione ma anche quello della scoperta di ciò che è chiuso e nascosto. La porta è sempre un limes, un confine: da una parte lo stare, la quiete, la necessità vile del possesso e della gelosia ed il nòstos; dall'altra l'andare, il divenire, la necessità vile del sapere e del conoscere ciò che non è tuo.

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la sbiriguda

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venerdì, 21 luglio 2006

Le quattro nobili verità

Alla base della dottrina buddhista stanno le quattro nobili verità. Si narra che il Buddha, meditando sotto l'albero della bodhi, le comprese nel momento del risveglio. Eccone di seguito l'elenco:

  1. Duhkha: la sofferenza. Nella vita c'è il dolore, esso è associato alla malattia, alla vecchiaia, alla morte ed alla nascita; all'essere associati allo spiacevole e separati dal piacevole; dal non ottenere quello che vogliamo. In breve si soffre perché non ci si rende conto che tutto è destinato a finire.
  2. Samudaya: la sofferenza non è colpa del mondo, né del fato o di una divinità; né avviene per caso. Ha origine dentro di noi, dalla ricerca della felicità in ciò che è transitorio, spinti dal desiderio (trsna, in pali: tanha o "brama") per ciò che non è soddisfacente. Si manifesta nelle tre forme di "kamatrsna" o desiderio di oggetti sensuali; "bhavatrsna" o desiderio di essere; "vibhavatrsna" o desiderio di non essere.
  3. Nirodha: cessazione. Per conoscere la fine della sofferenza occorre lasciare andare trsna, l'attaccamento alle cose e alle persone, alla scala di valori ingannevole per cui ciò che è provvisorio è maggiormente desiderabile.
  4. Marga: la strada da intraprendere per avvicinarsi al nirvana. Esso è detto il nobile ottuplice sentiero

ha detto un'altra bischerata: dietrolaporta a 17:09 | link | commenti (7) |

mercoledì, 19 luglio 2006

ha detto un'altra bischerata: dietrolaporta a 13:34 | link | commenti (1) |

mercoledì, 12 luglio 2006

dalla lettera di paolo scorreggiani salumiere della rostopasticceria " IL SUDICIUME DELLA BIGNOLA"  ai corinzi:

cari corinzi,

prima di tutto mi dovete spiegare che cazzo di nome avete e, poi vengo a rispondere alla vostra lettera di martedì passato.

se non erro i più arguti di voi mi hanno detto che cesare ( ragazzi) vorrebbe da voialtri non so cosa. avendone parlato con lo zio di lucca egli a me rispose:

date a  cesare ciò che è di cesare e a dio tutto il resto.

ora il punto è questo : cesare è risaputo essere buo marcio e finocchio nell'animo e vi sta chiedendo il culo e quindi ne ho riparlato allo zio che mi ha spiegato ciò che in effetti è di cesare:

quello che è di cesare è solo c'ho che è effettivamente di sua proprietà e che, se stato usato, glielo dovete restituire. questo vale anche per ernesto da botrace che gli prese la sorella e che, pertanto, restituendogliela usata, dovrà pagare una sanzione ( un lollone a cesare).

detto questo vi saluto

con affetto vostro

paolo

ps allego du biglole e una sfoglia alla crema che ha fatto la mi mamma. rimandate indietro il vassoio che mi serve.

ha detto un'altra bischerata: dietrolaporta a 16:04 | link | commenti (1) |

martedì, 04 luglio 2006

 

ha detto un'altra bischerata: dietrolaporta a 13:19 | link | commenti |

sabato, 24 giugno 2006

Il mondo chiaroscurale della doxa, cioè dell'apparenza o del sapere per sentito dire, è il mondo in cui ha inizio la nostra conoscenza: in questo mondo si nasce, e solo a partire da questo mondo si può cominciare a conoscere. Ma una conoscenza che non mette in questione se stessa, interrogandosi sull'ambiente culturale in cui si forma, è destinata ad rimanere provinciale ed esposta alla manipolazione. Infatti, mentre il compito autocritico del filosofo è qualcosa che può essere svolto solo in prima persona, l'acquisizione delle idee e dei valori condivisi dalla comunità può avvenire anche in maniera inconsapevole e passiva. Il problema del sapere è connesso a quello della sua comunicazione e a quello del potere nella comunicazione.

2. Le modalità di conoscenza determinano anche i caratteri della comunità politica: il mondo della caverna è un mondo chiuso e circoscritto, nel quale ha luogo una manipolazione cognitiva tanto più efficace in quanto poco evidente. E' possibile pensare a una comunità politica all'aria aperta, fuori dalla caverna?
A questa domanda si deve rispondere negativamente: la cultura è il luogo dove si forma la
prima conoscenza, dove nascono le società e crescono le persone. Per questo il filosofo deve fare i conti con questo mondo chiaroscurale, del quale è anch'egli è cittadino.

3. Educazione e cultura sono le questioni politiche fondamentali. Per capire qual è veramente la vita politica di un popolo, occorre indagare su chi controlla il sapere, su come esso viene comunicato e sulla forma e sul grado della sua distribuzione. Il problema della pubblicità (Öffentlichkeit) è un problema filosofico-politico capitale.

Nel mondo della caverna, la conoscenza è prodotta e distribuita in maniera monologica e autoritaria, da persone invisibili ai prigionieri, le quali proiettano sulla parete immagini che danno una impressione di realtà, e che creano una cultura comune. I prigionieri-spettatori sono incatenati e passivi, e vivono immersi in uno spazio pubblico circoscritto nel quale la realtà viene creata dalla persuasione occulta di una minoranza,

ha detto un'altra bischerata: dietrolaporta a 13:51 | link | commenti (1) |

venerdì, 23 giugno 2006

sfogliando le sfumature della vita si arriva all'essenziale. secondo il corniciaio il quadro centrale sarebbe senza forma e colore perchè tutto è illusione. io credo però che ci sia un reale più semplice la cui metafisica al massimo ammetta la magia del rapporto interpersonale. ognuno ha la sua visione come se si sentisse, sebbene in parte, un deus ex machina essendo in realtà uno schiavo. sfogliando i livelli di schiavitù si arriva all'essenziale. ma anche l'essenziale ha le sue foglie.

il padre festeggia il ritorno del figliol prodigo perchè con la sua vita gli ha permesso il sogno.

olè

ha detto un'altra bischerata: dietrolaporta a 13:13 | link | commenti |

mercoledì, 14 giugno 2006

venerdì si recita il sogno.

io faccio una parte ahimè piccola ma, se qualcuno vuol venire, il posto è sempre lo stesso: laggiù alla quercia del duca e a chi manca...

gli puzza il culo

olè

ha detto un'altra bischerata: dietrolaporta a 08:39 | link | commenti (1) |

martedì, 13 giugno 2006

l'importanza di essere augusto

ha detto un'altra bischerata: dietrolaporta a 17:19 | link | commenti |

lunedì, 12 giugno 2006

Nella cinematica del corpo puntiforme l'oggetto in movimento si semplifica in un punto dello spazio tridimensionale che ad ogni istante t viene individuato dalle coordinate spaziali (x, y, z) misurate in un sistema di riferimento cartesiano. Occorre anche indicare quando si è fatta la misura, al fine si sapere quanto tempo impiega il corpo per spostarsi da una posizione all’altra. Questo è un primo indizio del fatto che tutto si propaga in un continuo a 4 dimensioni (x, y, z, t), il cui significato si intuisce osservando che non ha senso dire dove si trova un oggetto senza dire quando vi si trova, e viceversa.

mi sembra chiaro.

ha detto un'altra bischerata: dietrolaporta a 13:44 | link | commenti (1) |

mercoledì, 07 giugno 2006

oggi tre scimmie sono venute a  farmi visita. volevano vedere se avevo le autorizzazioni che loro stessi rilasciano. vederli mi innervosisce, leggere nei loro occhi la presunzione di essere nel giusto mi rende per un ora più intrattabile di quanto già sia. cmq a domanda ho risposto.

quello che è importante per la mia vita non è questo. non cedere alla rabbia ancora non mi riesce.

ha detto un'altra bischerata: dietrolaporta a 13:16 | link | commenti (1) |